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LA RILEVAZIONE DELLE PRESENZE DEI DIPENDENTI PUBBLICI

Docente
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  • MODALITÀ EROGAZIONE CORSO: E-Learning (corso registrato)
  • ABBONAMENTO: OBBLIGATORIO e SUPERFLAT PA360

DURATA: 1,5 ore

DESTINATARI: Dirigenti – Responsabili di Struttura – Funzionari - Servizio Personale - Addetti Rilevazione Presenze/Assenze – Ufficio Legale – Ufficio Procedimenti disciplinari - OIV/Nuclei di Valutazione - Tutto il personale contrattualizzato dell’Ente

DOCENTE: dott. MICHELE PETRONE, Esperto nella Gestione giuridica del rapporto di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni (Funzioni Centrali, Sanità, Funzioni Locali, Istruzione e Ricerca) - Consulente Enti Pubblici - Formatore EBIT, Scuola di Formazione e Perfezionamento per la P.A. – Docente PA360

OBIETTIVI: Il corso si prefigge di analizzare, nel dettaglio, la complessa disciplina legislativa e contrattuale, nonché la relativa evoluzione giurisprudenziale in materia, riguardante il rispetto dell’orario di lavoro e le corrette modalità di attestazione della presenza in servizio di tutti i dipendenti, inclusa la dirigenza, di tutte le Pubbliche Amministrazioni.
La corretta rilevazione delle presenze dei dipendenti pubblici ed il rispetto dell’orario di lavoro costituiscono uno specifico obbligo normativo, la cui violazione comporta profili di responsabilità (disciplinari, amministrativo-contabili e penali) particolarmente significativi.
È doveroso evidenziare che molti errori vengono posti in essere in assoluta buona fede ma potrebbero essere evitati, in via preventiva, tramite adeguata formazione e supporto giuridico-amministrativo.

PROGRAMMA:
Obbligo della procedura automatizzata della rilevazione delle presenze del personale dipendente contrattualizzato. Quadro normativo.
Gestione della omessa timbratura. Un fenomeno troppo sottovalutato.
Obblighi e responsabilità dei soggetti deputati a gestire le risorse umane (dirigenti e responsabili di struttura). Quadro normativo di riferimento. Obbligo di vigilanza e di attivazione del relativo procedimento disciplinare. Le responsabilità in caso di omesso controllo e/o di tolleranza. Conseguenze in caso di registrazioni “manuali”.
Falsa attestazione della presenza in servizio: definizione.
Il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione in tema di falsa attestazione della presenza in servizio e corretto rispetto dell’orario di lavoro.
Concetto di “speciale tenuità”.
Differenze sostanziali tra omesse timbrature e falsa attestazione della presenza in servizio e relative conseguenze sanzionatorie.
Esame dei vari profili di responsabilità.

CORSO OBBLIGATORIO
La corretta rilevazione delle presenze dei dipendenti pubblici ed il rispetto dell’orario di lavoro costituiscono uno specifico obbligo normativo, la cui violazione comporta profili di responsabilità (disciplinari, amministrativo-contabili e penali) particolarmente significativi.
È doveroso evidenziare che molti errori vengono posti in essere in assoluta buona fede ma potrebbero essere evitati, in via preventiva, tramite adeguata formazione e supporto giuridico-amministrativo.

La partecipazione al corso, pertanto, consentirà di:

  • Conoscere in modo esaustivo ed approfondito la normativa di riferimento
  • Conoscere le corrette modalità applicative e gestionali in caso di omessa timbratura, modalità sostitutive e falsa attestazione della presenza in servizio
  • Prevenire gli errori più frequenti tramite adeguata formazione e supporto giuridico-amministrativo
  • Adempiere ad uno specifico obbligo in tema di formazione circa la conoscenza degli obblighi dei dipendenti pubblici

In tal modo sarà possibile ridurre in maniera significativa le prassi anomale e quant’altro possa integrare gli estremi di un illecito, con ripercussioni positive per i dipendenti stessi, per l’Amministrazione e per l’organizzazione aziendale in genere.

QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO:
1) l’art. 54, comma 7, D.Lgs 165/01 e s.m.i. prevede che “Le pubbliche amministrazioni verificano annualmente lo stato di applicazione dei codici e organizzano attività di formazione del personale per la conoscenza e la corretta applicazione degli stessi”.
2) L’art. 15, comma 5, d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici) stabilisce che “Al personale delle pubbliche amministrazioni sono rivolte attività formative in materia di trasparenza e integrità, che consentano ai dipendenti di conseguire una piena conoscenza dei contenuti del codice di comportamento, nonché un aggiornamento annuale e sistematico sulle misure e sulle disposizioni applicabili in tali ambiti”.
3) Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.) – sezione 3.1.12 “FORMAZIONE” prevede, in particolare, che le pubbliche amministrazioni devono avviare apposite iniziative formative sui temi dell’etica e della legalità: tali iniziative devono coinvolgere tutti i dipendenti ed i collaboratori a vario titolo dell’amministrazione, devono riguardare il contenuto dei Codici di comportamento e il Codice disciplinare e devono basarsi prevalentemente sull’esame di casi concreti.
L’adozione delle iniziative finalizzate alla realizzazione degli interventi formativi è programmata nell’ambito del P.T.P.C. e del P.T.F.
4) Il Consiglio di Stato, con parere n. 864/2016, ha espressamente previsto che l'efficacia della conoscenza del quadro normativo “può essere rafforzata dando ulteriore impulso alle attività di formazione del personale delle pubbliche amministrazioni”, atteso che “il rafforzamento della prevenzione – anche mediante strumenti tecnologici di rilevazione delle presenze, così come la formazione, la comunicazione e le verifiche sistematiche necessarie, comporteranno oneri per la finanza pubblica, per cui nelle sedi proprie si dovranno indicare progetti e relative coperture”.
5) L’ANAC (ex Civit), con delibera n. 75/2013, ha stabilito che “è necessario che i dirigenti si preoccupino della formazione e dell’aggiornamento dei dipendenti assegnati alle proprie strutture in materia di trasparenza ed integrità, soprattutto con riferimento alla conoscenza dei contenuti del codice di comportamento – sia generale, sia specifico – potendo altresì segnalare particolari esigenze nell’ambito della programmazione formativa annuale”.   
6) Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare 12/06/2008, n. 41 (par. 2) invita gli Uffici del personale e gli Uffici di disciplina alla diffusione della conoscenza degli obblighi dei dipendenti “procedendo anche al coinvolgimento e alla formazione del personale dirigente o comunque addetto alla gestione del personale”.

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